L'ultimo attacco a Internet: l'Europarlamento resuscita il Chat Control con una procedura d’urgenza
Oggi si vota il destino della nostra privacy
Mentre la maggior parte delle persone pianifica le vacanze estive, a Strasburgo si sta consumando uno dei più grandi tradimenti della democrazia digitale. Senza troppi clamori, con un blitz procedurale degno dei peggiori incubi distopici, il Parlamento Europeo ha deciso che il nostro diritto alla riservatezza può essere calpestato.
Martedì 7 luglio, con una maggioranza risicata (331 voti favorevoli contrapposti a 304 contrari), gli eurodeputati hanno approvato (al link potete vedere tutti i cognomi degli eurodeputati che hanno votato a favore e contrari) una procedura d’urgenza (la Rule 170 del regolamento interno) per bypassare il normale esame delle commissioni e forzare il voto su quello che la comunità tech e attivista chiama da anni Chat Control 1.0.
Ecco le votazioni dei partiti: lista completa e dettagli qui
Oggi, giovedì 9 luglio 2026, si tiene il voto decisivo. È l’ultimo giorno di sessione plenaria prima della pausa estiva. Vogliono far passare la legge mentre nessuno sta guardando.
Il “Blitz di Luglio”: come aggirare la democrazia a colpi di click
A marzo di quest’anno avevamo festeggiato. Il Parlamento Europeo aveva respinto il rinnovo di questa deroga temporanea alla direttiva ePrivacy, che consentiva alle grandi piattaforme tech di scansionare i nostri messaggi privati. La scadenza di aprile sembrava aver messo fine all’indecenza dello spionaggio di massa legalizzato.
Ma chi pensa che i tecnocrati di Bruxelles accettino un “no” come risposta non ha capito come funziona la politica odierna. Il Partito Popolare Europeo (PPE), la fazione più grande dell’Europarlamento, ha ripescato il cadavere normativo di Chat Control 1.0 e lo ha infilato in una corsia preferenziale d’urgenza.
Che cos’è Chat Control 1.0? È una deroga alle leggi sulla privacy che permette (e incentiva) i provider di servizi digitali — come Gmail, Messenger e Instagram — a scansionare volontariamente e indiscriminatamente la corrispondenza privata di centinaia di milioni di cittadini europei incensurati, ufficialmente a caccia di materiale pedopornografico (CSAM).
Il pretesto della tutela dei minori viene usato come un cavallo di Troia emotivo. Chi potrebbe mai opporsi a una legge che dice di proteggere i bambini? Ma la realtà tecnica è un’altra: per trovare l’ago nel pagliaio, vogliono bruciare l’intero pagliaio della crittografia e della privacy online. Inoltre, diversi esperti — tra cui il crittografo di fama mondiale Bart Preneel — avvertono che questa nuova iterazione estende le maglie dello scanning all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per stanare nuovi contenuti improbabili, aumentando a dismisura i falsi positivi.
La fine dell’Internet che conoscevamo
Se oggi questa estensione dovesse passare, si normalizzerà l’idea che la corrispondenza digitale non è più privata di default.
Lo sdoganamento del Client-Side Scanning: anche se i sostenitori giurano che si tratta di scansioni “su base volontaria” da parte delle aziende e che la crittografia end-to-end (E2EE) come quella di Signal o WhatsApp non è direttamente colpita in questa fase (quello sarebbe il famigerato Chat Control 2.0), rimettere in piedi questo quadro legale getta le basi per la sorveglianza generalizzata.
Il bug dei falsi positivi: gli algoritmi di scansione di massa soffrono strutturalmente del fallimento della probabilità di base (base rate fallacy). Traduzione per i non addetti ai lavori: se analizzi miliardi di messaggi al giorno, anche un tasso di errore microscopico (lo 0,1%) significa che le foto delle vacanze al mare dei tuoi figli o le chat private di milioni di cittadini innocenti verranno segnalate automaticamente alle forze dell’ordine o a oscuri centri di controllo europei.
Non esiste una backdoor “solo per i buoni”. Creare infrastrutture di scansione di massa significa semplicemente distruggere l’Internet per come era stato concepito: uno spazio libero, decentralizzato e sicuro.
Mobilitazione generale: come fermare il disastro OGGI
Non tutto è perduto, ma serve un miracolo matematico e una pressione di massa senza precedenti nelle prossime ore.
Per respingere o emendare pesantemente questa proposta durante il voto di oggi, serve una maggioranza assoluta all’Europarlamento: 361 voti contrari. Martedì i contrari erano solo 304. Dobbiamo convincere almeno 57 eurodeputati a cambiare idea o a presentarsi in aula per votare NO.
Una Call to Action per i nerd, gli smanettoni e i cittadini liberi:
Trova i tuoi eurodeputati: vai sul sito ufficiale del Parlamento Europeo o usa strumenti di attivismo come EDRi o il portale del Partito Pirata.
Inonda i loro canali: scrivi email, taggali su X (Twitter), tempestali di messaggi civilissimi ma fermi. Fai capire loro che se voteranno a favore di questa porcheria liberticida, il mondo digitale non se lo dimenticherà alle prossime elezioni.
Usa l’hashtag ufficiale: fai rumore sui social usando #ChatControl e #StopChatControl.
I governi e i grandi gruppi di potere vogliono un’Europa dove ogni cittadino è un sospetto fino a prova contraria. Dimostriamo che la rete ha ancora gli anticorpi per difendersi. Alzatevi dalle vostre sedie, aprite i client di posta e fatevi sentire. Oggi si decide se Internet rimarrà una tecnologia di liberazione o si trasformerà definitivamente nel panopticon d’Europa.


